Parrocchia S. Margherita Vergine e Martire

Chiesa di Usmate
La chiesa di Usmate, intitolata anticamente al vescovo San Zenone ed a Santa Margherita, faceva parte della Parrocchia plebana di Vimercate. Studi autorevoli confermano che la parte inferiore della vecchia torre campanaria risale al 1100 circa. Fu San Carlo Borromeo a costituirla in Parrocchia, con decreto del 1571. Poiché il vecchio edificio (ora salone dell'Oratorio Don Bosco) mostrava ormai una insufficiente capienza, per volontà del Parroco di allora, don Giuseppe Alborghetti, si diede luogo alla costruzione della nuova chiesa, realizzata negli anni 1930/33, in stile romanico-lombardo, su progetto dell'ing. Antonio Casati di Milano. Il 5 luglio 1930, il Beato card. Alfredo Ildefonso Schuster posava la prima pietra e il 21 ottobre 1933 lo stesso cardinale consacrava al culto la chiesa e l'altare, ponendo in esso le reliquie dei Santi Martiri Gervaso e Protaso, Santa Margherita e Sant'Ambrogio. All'interno, gli splendidi affreschi nelle volte dell'abside e del transetto sono opera di Giovanni Briani. L'altare maggiore è ricco di marmi e la porticina del tabernacolo, in argento massiccio con bassorilievi raffiguranti quattro scene evangeliche, è molto pregevole; pure belle e di ottima fattura sono le otto statuette in legno visibili nella parte perimetrale del pulpito, eseguite da un bravo artista bergamasco.
 
Scuola Bernardino Luini, Madonna con Bambino tra San Giovanni Battista e Santa Margherita, Chiesa S.Margherita
Di pregevole fattura sono anche l'altare della Madonna e la balaustra che lo racchiude, di stile barocco e in splendidi marmi policromi con preziosi intarsi marmorei, appartenenti alla vecchia chiesa e databili intorno al 1760. Sulla parete a destra dell'altare della Madonna si trova un'antica effigie raffigurante la Madonna con Bambino tra San Giovanni Battista e Santa Margherita*, proveniente anch'essa dalla chiesa primitiva e oggetto in passato di molta venerazione. L'opera, attribuita da fonti ecclesiastiche e da studiosi ottocenteschi (come Cesare Cantù) a un ignoto autore della prima metà del Cinquecento, è probabilmente legata alla scuola di Bernardino Luini (1480-1532). L'affresco è stato restaurato nel 2003 da Sandro Baroni, grazie alla generosità di un mecenate locale, e restituito così alla devozione dei fedeli.
 
Sivio Monfrini, Cricifisso, Chiesa S.Margherita

Nella chiesa non può passare inosservato - per la sua mole, ma soprattutto per la sua espressività - un maestoso "Cristo Crocifisso", scultura in legno realizzata nel 1938 dallo scultore locale Silvio Monfrini, cui si deve anche il bassorilievo in bronzo della lapide collocata sopra la porta laterale della navata destra in memoria del benemerito Parroco don Alborghetti.

(*) Salvatore Longu nella "Madonna del Miracolo" (2003, pagg. 21-25) scrive così: "...Nelle carte d'archivio... risulta che la scena pittorica era comunemente nota come la Madonna dei miracoli. Esperti d'arte la collocano a metà del 1500, e ne indicano l'autore in un allievo del Luini. La disposizione prospettica delle figure, il panneggio, la morbidezza delle forme, i colori e altri aspetti tecnici presenti nella composizione condurrebbero, infatti, alla tecnica pittorica della bottega del maestro. Poteva Bernardino Luini affrescare un altare laterale (secondario) della chiesa di Usmate? In astratto tutto sarebbe possibile... E' probabile che possa trattarsi di un suo allievo o di un aiutante che abbia avuto l'occasione di cimentarsi in proprio. Se l'opera fosse di uno dei figli, la data slitterebbe alla seconda metà del Cinquecento; in questo caso il significato iconografico sarebbe in linea con l'apostolato di Carlo Borromeo, cioè della Chiesa riformata. I vari inventari parrocchiali attribuiscono però l'affresco agli inizi del XVI secolo. Se si ignora del tutto questo particolare si finisce con lo svilire la memoria storica dei curatori degli inventari che si sono succeduti fino ai nostri giorni. Non resta che prendere atto del presente, valorizzarlo e restituirlo alla collettività usmatese. Le persone anziane di Usmate ricordano l'affresco nella vecchia chiesa sulla parete di sinistra dell'altare laterale... A seguito della visita pastorale del 20-21 agosto 1934, il Beato card. Ildefonso Schuster scrisse al parroco del tempo, don Giuseppe Alborghetti '...facciamo voti che venga trasportata, per l'altare della Madonna, l'antica pittura della vecchia chiesa'". E così, nel dicembre 1938, venne affidato a Vittorio Prandi, di Bergamo, l'incarico di eseguire lo "strappo" dell'affresco dalla parete del vecchio edificio per collocarlo nella nuova chiesa.
 
 
Silvio Monfrini nacque a Milano il 19 febbraio 1894 ma visse ed operò per parecchi anni ad Usmate, dove morì, nella sua casa di Via Roma 32, il 3 novembre 1969. Fu artista di fama internazionale e le sue opere sono sparse un po' in tutta Italia e nel mondo. Nel cimitero di Usmate, di lui si conservano soltanto due bassorilievi, un busto in bronzo e una scultura raffigurante una giovane donna seduta su un catafalco. A Monza, dove nel cimitero sono presenti numerose e pregevoli sue opere, famoso è il monumento ai Caduti sul lavoro, eretto nel 1954 nel piazzale della stazione ferroviaria, con la scritta scavata sul basamento: "E il sudore si fece sangue"; suo è anche il monumento a Francesco Baracca, sito nell'omonima piazza a Milano.